Titolo II°

ORGANI DEL COMUNE

ARTICOLO 6
Organi elettivi del Comune
1. Sono organi elettivi del Comune il Consiglio Comunale ed il Sindaco

ARTICOLO 7
Consiglio Comunale
1. L'elezione del Consiglio Comunale, la durata in carica, il numero dei Consiglieri e la loro posizioni giuridica sono regolati dalla legge. I Consiglieri Comunali rappresentano l'intero Comune senza vincolo di mandato.

2. I Consiglieri entrano in carica all'atto della proclamazione ovvero, in caso di surrogazione, non appena adottata dal Consiglio la relativa deliberazione.

3. Il Consiglio dura in carica sino alle elezioni del nuovo, limitandosi, dopo la pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali, ad adottare gli atti urgenti ed improrogabili.

4. Il Consiglio provvede, nella prima seduta, alla convalida dei Consiglieri eletti e del Sindaco e giudica delle cause di ineleggibilità ed incompatibilità.

5. Entro 60 giorni decorrenti dalla data della prima seduta del nuovo Consiglio Comunale, sono presentate, da parte del Sindaco, sentita la Giunta, le linee programmatiche relative alle azioni ed ai progetti da realizzare durante il mandato politico - amministrativo.

6. Le linee programmatiche dovranno essere depositate, a disposizione dei consiglieri, almeno 15 giorni prima della seduta di trattazione. Ciascun consigliere comunale ha il pieno diritto di intervenire nella definizione delle linee programmatiche, proponendo integrazioni, adeguamenti e modifiche mediante presentazione di appositi emendamenti scritti.

7. Con cadenza annuale, entro il 30 settembre, e contestualmente agli adempimenti di cui all'art.36 del D. Lgs. N.77/1995, il Consiglio provvede a verificare l'attuazione di tali linee, da parte del Sindaco e della Giunta

8. E' facoltà del Consiglio provvedere ad integrare, nel corso della durata del mandato, con adeguamenti strutturali e/o modifiche, le linee programmatiche, sulla base delle esigenze e delle problematiche che dovessero emergere nell'ambito locale.

ARTICOLO 8
Consigliere Anziano
1. Consigliere Anziano è il Consigliere che ha conseguito alle elezioni la cifra individuale più alta, ottenuta sommando ai voti di lista quelli di preferenza.

ARTICOLO 9
Surrogazione e supplenza dei Consiglieri Comunali
1. Il seggio che durante la legislatura rimanga vacante per qualsiasi causa, anche se sopravvenuta, è attribuito al candidato che nella medesima lista segue immediatamente l'ultimo eletto.

2. Nel caso di sospensione di un Consigliere, adottata ai sensi dell'art.15, comma 4-bis, della L. 19.03.1990 n.55, come modificato dall'art.1 della L. 18.01.1992 n.16, il Consiglio, nella prima adunanza successiva alla notifica del provvedimento di sospensione, procede alla temporanea sostituzione, affidando la supplenza per l'esercizio delle funzioni di Consigliere al candidato della stessa lista che ha riportato, dopo gli eletti, il maggior numero di voti. La supplenza ha termine con la cessazione della sospensione. Qualora sopravvenga la decadenza si fa luogo alla surrogazione a norma del comma 1.

3. Le dimissioni dalla carica di Consigliere, indirizzate al Consiglio, devono essere assunte immediatamente al protocollo dell'ente nell'ordine temporale di presentazione. Esse sono irrevocabili, non necessitano di presa d'atto e sono immediatamente efficaci. Il Consiglio, entro e non oltre dieci giorni, deve procedere alla surroga dei Consiglieri dimissionari, con separate deliberazioni, seguendo l'ordine di presentazione delle dimissioni quale risulta dal protocollo. Non si fa luogo alla surroga qualora, ricorrendone i presupposti, si debba procedere allo scioglimento del consiglio a norma dell'art. 39, comma 1, lettera b), numero 2), della legge n.142/1990.

ARTICOLO 10
Decadenza e rimozione dalla carica
1. Qualora nel corso del mandato si rilevi l'esistenza di una causa di ineleggibilità preesistente all'elezione e non rimossa nei termini e nei modi previsti dall'art. 2 della L. 23.04.1981 n.154, il Consiglio Comunale pronuncia la decadenza dalla carica del Consigliere interessato ai sensi dell'art. 9bis del T.U. 16.05.1960 n.570.

2. Quando successivamente all'elezione si verifichi alcuna delle condizioni previste dalla L. 23.04.1981 n.154 e successive modificazioni, come causa di ineleggibilità, ovvero esista al momento dell'elezione, o si verifichi successivamente alcuna delle condizioni di incompatibilità previste dalla legge predetta, il Consiglio la contesta ed attiva la procedura di cui all'art.7 della legge citata.

A conclusione della procedura, se la condizione di ineleggibilità o di incompatibilità risulta rimossa, il Consiglio ne prende atto senza adottare provvedimenti nei confronti del Consigliere interessato. In caso contrario lo dichiara decaduto.

3. I Consiglieri Comunali possono essere rimossi dalla carica quando compiano atti contrari alla Costituzione; o per gravi o persistenti violazioni di legge o per gravi motivi di ordine pubblico; o quando siano imputati di uno dei reati previsti dalla L. 13.09.1982 n.646 o sottoposti a misura di prevenzione o di sicurezza, secondo quanto dispone l'art. 40 della L. 8.06.1990 n.142.

4. I Consiglieri Comunali decadono dalla carica dalla data di passaggio in giudicato della sentenza di condanna per taluno dei delitti di cui al primo comma dell'art.15 della L. 9.03.1990 n.55 o da quella in cui diviene definitivo il provvedimento dell'Autorità Giudiziaria che commina una misura di prevenzione.

5. Il Sindaco, avuta conoscenza di uno dei provvedimenti di cui ai precedenti commi 3 e 4, convoca il Consiglio Comunale che prende atto degli stessi ed adotta le deliberazioni conseguenti.

6. I Consiglieri Comunali che non intervengono per tre sedute consecutivamente, senza giustificato motivo, sono dichiarati decaduti con deliberazione del Consiglio Comunale. A tale riguardo, il Sindaco, a seguito dell'avvenuto accertamento dell'assenza maturata da parte del Consigliere interessato, provvede con comunicazione scritta ai sensi dell'art.7 della L. 7.08.1990 n.241, a comunicare l'avvio del relativo procedimento amministrativo. Il Consigliere ha diritto di far valere le cause giustificative delle assenze, nonché di fornire al Sindaco eventuali documenti probatori entro il termine assegnato, che comunque non potrà essere inferiore a 15 giorni, decorrenti dalla data di ricevimento. Scaduto tale termine, il Consiglio esamina e infine delibera in via definitiva sulla decadenza.

7. La surrogazione dei Consiglieri decaduti o rimossi dalla carica ha luogo nella stessa seduta nella quale viene dichiarata la decadenza, previo accertamento dell'insussistenza di condizioni di ineleggibilità od incompatibilità per il soggetto surrogante.

ARTICOLO 11

Gruppi consiliari
1. I Consiglieri possono costituirsi in gruppi, secondo quanto previsto dal regolamento e ne danno comunicazione al Segretario Comunale e al Sindaco. Qualora non si eserciti tale facoltà o nelle more della designazione, i capigruppo sono individuati nei Consiglieri candidati a Sindaco e per la lista che ha espresso il Sindaco, il Consigliere con la più alta cifra individuale non componente la Giunta.

ARTICOLO 12
Astensioni
1. I componenti degli organi comunali devono astenersi dal prendere parte alla discussione e alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado. L'obbligo di astensione non si applica ai provvedimenti normativi o di carattere generale, quali i piani urbanistici, se non nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta fra il contenuto della deliberazione e lo specifico interesse dell'amministratore o di parenti e affini sino al quarto grado.

ARTICOLO 13
Divieto di incarichi e consulenze
1. Al Sindaco, al Vice - Sindaco, nonché agli Assessori e ai Consiglieri Comunali, è vietato ricoprire incarichi ed assumere consulenze presso enti ed istituzioni dipendenti o comunque sottoposti al controllo e alla vigilanza del Comune.

ARTICOLO 14
Commissioni Consiliari
1. Il Consiglio Comunale può istituire nel proprio seno delle commissioni permanenti, temporanee e speciali, composte con criterio proporzionale, al fine di agevolare i lavori consiliari.

2. Il Consiglio Comunale a maggioranza assoluta dei propri membri può istituire al proprio interno commissioni di indagine sull'attività dell'Amministrazione.

3. Il Regolamento disciplina i poteri, il funzionamento e la composizione delle commissioni nel rispetto del criterio della proporzionalità.

2. Tutte le commissioni di controllo e di garanzia devono essere presiedute da un rappresentante delle opposizioni.

ARTICOLO 15
Convocazione del Consiglio
1. Il Consiglio Comunale è convocato dal Sindaco che lo presiede.

2. La prima seduta del Consiglio Comunale deve essere convocata dal Sindaco entro il termine di 10 giorni dalla proclamazione e deve tenersi entro il termine di 10 giorni dalla convocazione.

3. Il Sindaco è tenuto a riunire il Consiglio in un termine non superiore a 20 giorni dalla data in cui è pervenuta al protocollo la richiesta da parte di almeno un quinto dei Consiglieri, inserendo all'ordine del giorno le questioni richieste, nel limite delle competenze consiliari.

ARTICOLO 16
Sessioni consiliari
1. L'attività del Consiglio si svolge in sessioni ordinarie e straordinarie.

2. Sono sessioni ordinarie quelle nelle quali sono sottoposti a discussione i bilanci di previsione ed il conto consuntivo.

3. E' straordinaria ogni altra sessione.

ARTICOLO 17

Verbali di deliberazioni
1. Di ciascuna deliberazione del Consiglio Comunale è redatto verbale.

2. Il verbale è sottoscritto da colui o coloro che hanno presieduto la seduta durante la trattazione e il voto della proposta, e dal segretario comunale o da colui che lo sostituisce.

ARTICOLO 18
Competenze del Consiglio
1. Il Consiglio è l'organo di indirizzo e di controllo politico - amministrativo; esercita la potestà e le competenze previste dalla legge e svolge le sue attribuzioni conformandosi ai principi, ai criteri, alle modalità ed ai procedimenti stabiliti nel presente Statuto e nelle norme regolamentari, impronta l'azione complessiva dell'Ente ai principi di pubblicità, trasparenza e legalità, al fine di assicurare il buon andamento e l'imparzialità. Nell'adozione degli atti fondamentali privilegia il metodo e gli strumenti della programmazione. Gli atti fondamentali devono contenere l'individuazione degli obiettivi e delle finalità da raggiungere e la destinazione delle risorse e dei strumenti necessari.

ARTICOLO 19
Funzionamento del Consiglio Comunale
1. Il Consiglio Comunale approva, a maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati al Comune, il Regolamento del proprio funzionamento.

ARTICOLO 20
Scioglimento del Consiglio Comunale
1. Il Consiglio Comune può essere sciolto per dimissioni, impedimento permanente, rimozione, decadenza, decesso del Sindaco e negli altri casi previsti dalla legge.

ARTICOLO 21
Giunta Comunale
1. La Giunta Comune è l'organo di governo del Comune. Collabora con il Sindaco nell'amministrazione del Comune ed opera attraverso deliberazioni collegiali.

2. Impronta la propria attività ai principi della collegialità, trasparenza ed efficienza.

3. Adotta tutti gli atti idonei al raggiungimento degli obiettivi e delle finalità dell'Ente nel quadro degli indirizzi generali ed in attuazione degli atti fondamentali approvati dal Consiglio Comunale.

ARTICOLO 22

Composizione della Giunta
1. La Giunta Comunale è composta dal Sindaco, che la presiede, e da n. 3 Assessori.

2. N. 1 Assessore può essere nominato anche al di fuori dei componenti il Consiglio tra i cittadini in possesso dei requisiti di compatibilità ed eleggibilità alla carica di Consigliere Comunale. L'Assessore non Consigliere partecipa ai lavori del Consiglio con facoltà di presentare proposte ed emendamenti nelle materie di propria competenza, senza diritto di voto.

ARTICOLO 23
Nomina della Giunta
1. Il Sindaco nomina i componenti della Giunta, tra cui un Vice-Sindaco, favorendo la presenza di ambo i sessi e ne dà comunicazione al Consiglio nella prima seduta successiva alle elezioni.

2. Il Vice-Sindaco è l'Assessore che riceve dal Sindaco delega generale per l'esercizio di tutte le sue funzioni in caso di assenza o impedimento. In caso di assenza del Vice-Sindaco, spetta all'Assessore anziano surrogare il Sindaco nelle funzioni di Ufficiale di Governo e di capo dell'Amministrazione.

3. E' Assessore anziano, ad ogni fine di legge e di Statuto, l'assessore che, nell'elenco comunicato al Consiglio Comunale, segue il Vice-Sindaco. In caso di assenza dell'Assessore anziano, per la surroga di quest'ultimo, si segue l'ordine determinato nel citato elenco.

4. Non possono far parte della Giunta il coniuge, gli ascendenti, discendenti, parenti ed affini fino al terzo grado del Sindaco. Gli stessi non possono essere nominati rappresentanti del Comune.

5. Gli Assessori competenti in materia urbanistica, edilizia e LL.PP., devono astenersi dall'esercizio di attività professionali in materia di edilizia privata e pubblica sul territorio comunale.

ARTICOLO 24
Cessazione dalla carica di Assessore
1. Le dimissioni dalla carica di Assessore sono indirizzate al Sindaco, devono essere assunte immediatamente al protocollo dell'Ente e diventano efficaci e irrevocabili una volta adottata dal Sindaco la relativa sostituzione.

2. Il Sindaco può revocare uno o più Assessori.

3. Alla sostituzione degli Assessori decaduti, dimissionari, revocati o cessati d'ufficio per altra causa, provvede il Sindaco il quale ne dà comunicazione al Consiglio nella prima seduta utile.

ARTICOLO 25
Convocazione e funzionamento della Giunta
1. La Giunta Comunale si riunisce con le formalità che essa stessa stabilisce.

2. La Giunta è convocata dal Sindaco che la presiede e al quale spetta la determinazione dell'ordine del giorno. In caso di assenza del Sindaco, tali competenze sono esercitate dal Vice-Sindaco e in caso di assenza anche di quest'ultimo dall'Assessore anziano.

3. Le sedute della Giunta non sono pubbliche.

4. La Giunta Comunale può, comunque, ammettere alle proprie sedute persone non appartenenti al collegio.

5. Le sedute della Giunta Comunale sono valide con la presenza della maggioranza dei componenti.

6. Alle seduta della Giunta partecipa il Segretario Comunale con il compito di rendere pareri tecnico-giuridici sui quesiti posti dalla Giunta e di stendere il processo verbale delle deliberazioni assunte nella seduta.

7. Le votazioni delle proposte sono sempre palesi.

8. Le deliberazioni sono valide se ottengono il voto favorevole della maggioranza dei votanti. In caso di parità, la proposta s'intende né respinta né approvata e non potrà essere ridiscussa nella medesima seduta.

9. Il Sindaco e gli Assessori devono astenersi dal prendere parte alle deliberazioni nei casi di incompatibilità con l'oggetto in trattazione previsti dalla legge, con obbligo di allontanarsi dalla sala della seduta. Tale disposizione si applica anche al Segretario Comunale che viene sostituito nelle funzioni di verbalizzante dall'Assessore scelto dal Presidente.

10. ll processo verbale della seduta è sottoscritto da coloro che hanno svolto la funzione di Presidente e di Segretario.

ARTICOLO 26

Durata in carica della Giunta
1. La Giunta Comunale rimane in carico fino alla elezione del nuovo Consiglio e del nuovo Sindaco.

ARTICOLO 27
Il Sindaco
1. Il Sindaco è l'organo responsabile dell'amministrazione del Comune.

2. Il Sindaco è organo dello Stato preposto all'esercizio di funzioni di interesse statale.

ARTICOLO 28
Deleghe del Sindaco agli Assessori
1. Il Sindaco può conferire specifiche deleghe agli Assessori nelle materie che la legge e lo Statuto riservano alla sua competenza. Agli Assessori può essere altresì delegata la firma di atti, specificatamente indicati nell'atto di delega, anche per categorie.

2. Le deleghe sono conferite per settori organici di materia.

3. Le deleghe sono comunicate al Consiglio Comunale nella seduta successiva alla data del loro conferimento.

4. Il Sindaco può sospendere l'adozione di atti specifici delegati a singoli Assessori, assumendoli direttamente.

ARTICOLO 29
Attribuzioni del Sindaco
1. Il Sindaco quale Ufficiale di Governo:

Sovrintende ai servizi di competenza statale;
Adotta con atto motivato provvedimenti contingibili e urgenti in materia di sanità ed igiene, edilizia e polizia locale al fine di eliminare gravi pericoli per l'incolumità di cittadini;
Ogni altro atto previsto dalla legge.
2. Il Sindaco quale organo dell'Amministrazione:

Ha la rappresentanza generale dell'Ente e può stare in giudizio nei procedimenti giurisdizionali, ordinari e amministrativi, come attore e convenuto, con l'autorizzazione della Giunta;
Nell'ambito degli indirizzi generali dell'azione politico-amministrativa approvati dal Consiglio Comunale, promuove e coordina l'attività degli Assessori e vigila, avvalendosi della loro collaborazione, sulla attuazione delle deliberazioni assunte dal Consiglio e dalla Giunta;
Promuove iniziative per assicurare che gli uffici e i servizi svolgano la propria attività secondo gli obiettivi indicati dal Consiglio Comunale e in coerenza con gli indirizzi attuativi espressi dalla Giunta;
Impartisce direttive al Segretario Comunale perché adotti le misure organizzative idonee a dare attuazione agli indirizzi deliberati dal Consiglio e dalla Giunta;
Esprime pareri a Enti ed organi esterni al Comune che la legge non attribuisce alle competenze del Consiglio Comunale e che non siano di competenza del Segretario Comunale o dei responsabili dei servizi;
Promuove e assume iniziative per concludere accordi di programma con tutti i soggetti pubblici previsti dalla legge;
Conclude accordi con i soggetti interessati al fine di determinare il contenuto discrezionale del provvedimento finale;
Nomina i responsabili degli uffici e dei servizi, attribuisce e definisce gli incarichi di collaborazione esterna;
Adotta ordinanze ordinarie;
Rilascia le autorizzazioni e le concessioni edilizie;
Emette i provvedimenti in materia di occupazioni temporanee ed espropri;
Adotta tutti gli atti che la legge assegna alla sua competenza e ogni altro provvedimento non collegiale che la legge e lo Statuto non abbiano attribuito alla competenza del Segretario Comunale o dei responsabili di servizio.
 

ARTICOLO 30
Mozione di sfiducia
1. Il Sindaco e la Giunta Comunale cessano dalla carica in caso di approvazione, da parte del Consiglio Comunale, di una mozione di sfiducia con le modalità previste dalla legge.

2. La mozione è depositata presso la segreteria che provvede alla notifica al Sindaco, agli Assessori e ai Capi-Gruppo consiliari entro le 24 ore successive.

3. Nell'ordine del giorno contenente la mozione di sfiducia non possono essere inseriti altri oggetti.

ARTICOLO 31
Dimissioni del Sindaco
1. Le dimissioni del Sindaco possono essere comunicate verbalmente al Consiglio Comunale o essere presentate per iscritto. In questo ultimo caso la data delle stesse, ad ogni effetto di legge, è quella dell'acquisizione del relativo atto al protocollo del Comune.

ARTICOLO 32
Cessazione dalla carica del Sindaco
1. La cessazione del Sindaco per dimissioni, impedimento permanente, rimozione, decadenza, sospensione o decesso, comporta la decadenza della Giunta Comunale e lo scioglimento del Consiglio Comunale che rimangono in carica fino alle nuove elezioni.