STATUTO del Comune di Andreis

In questa sezione puoi trovare, nella sua interezza, il testo ufficiale dello statuto del Comune.

Lo statuto è il documento che definisce organi, compiti e modalità di funzionamento dell’Ente comunale.

Se desideri saperne di più sulle funzioni svolte dall’Ente Comune, sulle regole che ne governano il funzionamento e sulla rappresentatività democratica esercitata dai cittadini tramite il voto elettorale, troverai nello statuto ufficiale molte informazioni interessanti.

Per procedere nella lettura dello Statuto puoi usare come sempre il menù a pulsanti alla tua sinistra; inizia dal Titolo I e continua con i successivi.

Titolo I°

PRINCIPI GENERALI ED ELEMENTI COSTITUTIVI DEL COMUNE

ARTICOLO 1
Principi fondamentali

1. Il Comune di Andreis è Ente Locale che rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo.

2. Il Comune di Andreis è Ente dotato di autonomia statuaria, normativa, organizzativa ed amministrativa, nonché autonomia impositiva e finanziaria nell’ambito dello statuto, dei regolamenti e delle leggi di coordinamento della finanza pubblica. Esercita funzioni proprie o conferite con legge dello Stato e della Regione secondo il principio della sussidiarietà. Il Comune svolge le sue funzioni anche attraverso le attività che possono essere adeguatamente esercitate dalla autonoma iniziativa dei cittadini e delle loro formazioni sociali.

ARTICOLO 2
Popolazione e territorio

1. La circoscrizione del Comune è costituita dalle seguenti località: Alcheda, Prapiero, Bosplans, Sott’Anzas.

2. Il Palazzo Civico è ubicato ad Andreis che è il Capoluogo nel quale è istituita la sede del Comune, dei suoi organi istituzionali e degli uffici.

3. Le adunanze degli organi elettivi collegiali si svolgono nella sede comunale. In casi del tutto eccezionali e per particolari esigenze, con deliberazione della Giunta Comunale, potranno essere autorizzate riunioni degli organi e commissioni in luoghi diversi dalla propria sede. Le adunanze fuori dalla sede comunale dovranno essere adeguatamente pubblicizzate.

4. La modifica della denominazione delle località o della sede comunale può essere disposta, previa consultazione popolare, nell’osservanza della normativa vigente.

ARTICOLO 3
Albo Pretorio

1. La Giunta Comunale individua nel Palazzo Civico apposito spazio da destinare ad Albo Pretorio per la pubblicazione degli atti ed avvisi previsti dalla legge, dallo Statuto e dai Regolamenti.

2. La pubblicazione deve garantire l’accessibilità, l’integralità e la facilità di lettura.

ARTICOLO 4
Stemma e Gonfalone

1. Il Comune, negli atti e nel sigillo, si identifica con il nome di Andreis ed ha come suo segno distintivo lo stemma riconosciuto con D.P.R. di data 11.12.1997.

2. Lo stemma raffigura uno scudo sannitico con una banda rossa traversale caricata di 5 stelle d’oro, stelle che rappresentano i cinque centri abitati. Detta banda divide lo stemma in due campi: nel primo campo viene raffigurata la caratteristica più importante del territorio comunale, cioè, la montagna, evidenziata dalle tre cime maggiori, e cioè: Monte Raut, Castello, Corta. Nel secondo campo, che è di colore d’oro, vi sono due fasce ondeggianti che propongono la presenza dei due torrenti di casa: Alba e Ledron.

ARTICOLO 5
Finalità, compiti e funzioni

1. Il Comune rappresenta l’intera popolazione del suo territorio e ne cura unitariamente i relativi interessi nel rispetto delle caratteristiche etniche e culturali, ne promuove lo sviluppo ed il progresso civile, sociale ed economico e garantisce la partecipazione dei cittadini alle scelte politiche ed all’attività amministrativa.

2. Il Comune assume quali obiettivi primari nell’esercizio delle proprie funzioni:

a) la tutela del diritto alla salute di tutti gli abitanti;

b) la promozione dei servizi sociali, con particolare attenzione agli anziani soli e alle persone in condizioni di disagio e di emarginazione;

c) la conservazione ed il potenziamento delle connotazioni dell’identità comunale sul piano storico culturale;

d) la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturale;

e) lo sviluppo delle attività turistiche;

f) la valorizzazione del principio di pari opportunità fra uomo e donna nel rispetto delle peculiarità di entrambi anche attraverso azioni che favoriscano la partecipazione femminile all’attività amministrativa;

g) il potenziamento delle forme collaborative con la Comunità Montana, l’Ente Parco, i Comuni finitimi e gli altri Enti presenti sul territorio;

h) lo sviluppo ed il sostegno della cultura del fumetto.

Titolo II°

ORGANI DEL COMUNE

ARTICOLO 6
Organi elettivi del Comune

1. Sono organi elettivi del Comune il Consiglio Comunale ed il Sindaco

ARTICOLO 7
Consiglio Comunale

1. L'elezione del Consiglio Comunale, la durata in carica, il numero dei Consiglieri e la loro posizioni giuridica sono regolati dalla legge. I Consiglieri Comunali rappresentano l'intero Comune senza vincolo di mandato.

2. I Consiglieri entrano in carica all'atto della proclamazione ovvero, in caso di surrogazione, non appena adottata dal Consiglio la relativa deliberazione.

3. Il Consiglio dura in carica sino alle elezioni del nuovo, limitandosi, dopo la pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali, ad adottare gli atti urgenti ed improrogabili.

4. Il Consiglio provvede, nella prima seduta, alla convalida dei Consiglieri eletti e del Sindaco e giudica delle cause di ineleggibilità ed incompatibilità.

5. Entro 60 giorni decorrenti dalla data della prima seduta del nuovo Consiglio Comunale, sono presentate, da parte del Sindaco, sentita la Giunta, le linee programmatiche relative alle azioni ed ai progetti da realizzare durante il mandato politico - amministrativo.

6. Le linee programmatiche dovranno essere depositate, a disposizione dei consiglieri, almeno 15 giorni prima della seduta di trattazione. Ciascun consigliere comunale ha il pieno diritto di intervenire nella definizione delle linee programmatiche, proponendo integrazioni, adeguamenti e modifiche mediante presentazione di appositi emendamenti scritti.

7. Con cadenza annuale, entro il 30 settembre, e contestualmente agli adempimenti di cui all'art.36 del D. Lgs. N.77/1995, il Consiglio provvede a verificare l'attuazione di tali linee, da parte del Sindaco e della Giunta

8. E' facoltà del Consiglio provvedere ad integrare, nel corso della durata del mandato, con adeguamenti strutturali e/o modifiche, le linee programmatiche, sulla base delle esigenze e delle problematiche che dovessero emergere nell'ambito locale.

ARTICOLO 8
Consigliere Anziano

1. Consigliere Anziano è il Consigliere che ha conseguito alle elezioni la cifra individuale più alta, ottenuta sommando ai voti di lista quelli di preferenza.

ARTICOLO 9
Surrogazione e supplenza dei Consiglieri Comunali

1. Il seggio che durante la legislatura rimanga vacante per qualsiasi causa, anche se sopravvenuta, è attribuito al candidato che nella medesima lista segue immediatamente l'ultimo eletto.

2. Nel caso di sospensione di un Consigliere, adottata ai sensi dell'art.15, comma 4-bis, della L. 19.03.1990 n.55, come modificato dall'art.1 della L. 18.01.1992 n.16, il Consiglio, nella prima adunanza successiva alla notifica del provvedimento di sospensione, procede alla temporanea sostituzione, affidando la supplenza per l'esercizio delle funzioni di Consigliere al candidato della stessa lista che ha riportato, dopo gli eletti, il maggior numero di voti. La supplenza ha termine con la cessazione della sospensione. Qualora sopravvenga la decadenza si fa luogo alla surrogazione a norma del comma 1.

3. Le dimissioni dalla carica di Consigliere, indirizzate al Consiglio, devono essere assunte immediatamente al protocollo dell'ente nell'ordine temporale di presentazione. Esse sono irrevocabili, non necessitano di presa d'atto e sono immediatamente efficaci. Il Consiglio, entro e non oltre dieci giorni, deve procedere alla surroga dei Consiglieri dimissionari, con separate deliberazioni, seguendo l'ordine di presentazione delle dimissioni quale risulta dal protocollo. Non si fa luogo alla surroga qualora, ricorrendone i presupposti, si debba procedere allo scioglimento del consiglio a norma dell'art. 39, comma 1, lettera b), numero 2), della legge n.142/1990.

ARTICOLO 10
Decadenza e rimozione dalla carica

1. Qualora nel corso del mandato si rilevi l'esistenza di una causa di ineleggibilità preesistente all'elezione e non rimossa nei termini e nei modi previsti dall'art. 2 della L. 23.04.1981 n.154, il Consiglio Comunale pronuncia la decadenza dalla carica del Consigliere interessato ai sensi dell'art. 9bis del T.U. 16.05.1960 n.570.

2. Quando successivamente all'elezione si verifichi alcuna delle condizioni previste dalla L. 23.04.1981 n.154 e successive modificazioni, come causa di ineleggibilità, ovvero esista al momento dell'elezione, o si verifichi successivamente alcuna delle condizioni di incompatibilità previste dalla legge predetta, il Consiglio la contesta ed attiva la procedura di cui all'art.7 della legge citata.

A conclusione della procedura, se la condizione di ineleggibilità o di incompatibilità risulta rimossa, il Consiglio ne prende atto senza adottare provvedimenti nei confronti del Consigliere interessato. In caso contrario lo dichiara decaduto.

3. I Consiglieri Comunali possono essere rimossi dalla carica quando compiano atti contrari alla Costituzione; o per gravi o persistenti violazioni di legge o per gravi motivi di ordine pubblico; o quando siano imputati di uno dei reati previsti dalla L. 13.09.1982 n.646 o sottoposti a misura di prevenzione o di sicurezza, secondo quanto dispone l'art. 40 della L. 8.06.1990 n.142.

4. I Consiglieri Comunali decadono dalla carica dalla data di passaggio in giudicato della sentenza di condanna per taluno dei delitti di cui al primo comma dell'art.15 della L. 9.03.1990 n.55 o da quella in cui diviene definitivo il provvedimento dell'Autorità Giudiziaria che commina una misura di prevenzione.

5. Il Sindaco, avuta conoscenza di uno dei provvedimenti di cui ai precedenti commi 3 e 4, convoca il Consiglio Comunale che prende atto degli stessi ed adotta le deliberazioni conseguenti.

6. I Consiglieri Comunali che non intervengono per tre sedute consecutivamente, senza giustificato motivo, sono dichiarati decaduti con deliberazione del Consiglio Comunale. A tale riguardo, il Sindaco, a seguito dell'avvenuto accertamento dell'assenza maturata da parte del Consigliere interessato, provvede con comunicazione scritta ai sensi dell'art.7 della L. 7.08.1990 n.241, a comunicare l'avvio del relativo procedimento amministrativo. Il Consigliere ha diritto di far valere le cause giustificative delle assenze, nonché di fornire al Sindaco eventuali documenti probatori entro il termine assegnato, che comunque non potrà essere inferiore a 15 giorni, decorrenti dalla data di ricevimento. Scaduto tale termine, il Consiglio esamina e infine delibera in via definitiva sulla decadenza.

7. La surrogazione dei Consiglieri decaduti o rimossi dalla carica ha luogo nella stessa seduta nella quale viene dichiarata la decadenza, previo accertamento dell'insussistenza di condizioni di ineleggibilità od incompatibilità per il soggetto surrogante.

ARTICOLO 11

Gruppi consiliari

1. I Consiglieri possono costituirsi in gruppi, secondo quanto previsto dal regolamento e ne danno comunicazione al Segretario Comunale e al Sindaco. Qualora non si eserciti tale facoltà o nelle more della designazione, i capigruppo sono individuati nei Consiglieri candidati a Sindaco e per la lista che ha espresso il Sindaco, il Consigliere con la più alta cifra individuale non componente la Giunta.

ARTICOLO 12
Astensioni

1. I componenti degli organi comunali devono astenersi dal prendere parte alla discussione e alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado. L'obbligo di astensione non si applica ai provvedimenti normativi o di carattere generale, quali i piani urbanistici, se non nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta fra il contenuto della deliberazione e lo specifico interesse dell'amministratore o di parenti e affini sino al quarto grado.

ARTICOLO 13
Divieto di incarichi e consulenze

1. Al Sindaco, al Vice - Sindaco, nonché agli Assessori e ai Consiglieri Comunali, è vietato ricoprire incarichi ed assumere consulenze presso enti ed istituzioni dipendenti o comunque sottoposti al controllo e alla vigilanza del Comune.

ARTICOLO 14
Commissioni Consiliari

1. Il Consiglio Comunale può istituire nel proprio seno delle commissioni permanenti, temporanee e speciali, composte con criterio proporzionale, al fine di agevolare i lavori consiliari.

2. Il Consiglio Comunale a maggioranza assoluta dei propri membri può istituire al proprio interno commissioni di indagine sull'attività dell'Amministrazione.

3. Il Regolamento disciplina i poteri, il funzionamento e la composizione delle commissioni nel rispetto del criterio della proporzionalità.

2. Tutte le commissioni di controllo e di garanzia devono essere presiedute da un rappresentante delle opposizioni.

ARTICOLO 15
Convocazione del Consiglio

1. Il Consiglio Comunale è convocato dal Sindaco che lo presiede.

2. La prima seduta del Consiglio Comunale deve essere convocata dal Sindaco entro il termine di 10 giorni dalla proclamazione e deve tenersi entro il termine di 10 giorni dalla convocazione.

3. Il Sindaco è tenuto a riunire il Consiglio in un termine non superiore a 20 giorni dalla data in cui è pervenuta al protocollo la richiesta da parte di almeno un quinto dei Consiglieri, inserendo all'ordine del giorno le questioni richieste, nel limite delle competenze consiliari.

ARTICOLO 16
Sessioni consiliari

1. L'attività del Consiglio si svolge in sessioni ordinarie e straordinarie.

2. Sono sessioni ordinarie quelle nelle quali sono sottoposti a discussione i bilanci di previsione ed il conto consuntivo.

3. E' straordinaria ogni altra sessione.

ARTICOLO 17

Verbali di deliberazioni

1. Di ciascuna deliberazione del Consiglio Comunale è redatto verbale.

2. Il verbale è sottoscritto da colui o coloro che hanno presieduto la seduta durante la trattazione e il voto della proposta, e dal segretario comunale o da colui che lo sostituisce.

ARTICOLO 18
Competenze del Consiglio

1. Il Consiglio è l'organo di indirizzo e di controllo politico - amministrativo; esercita la potestà e le competenze previste dalla legge e svolge le sue attribuzioni conformandosi ai principi, ai criteri, alle modalità ed ai procedimenti stabiliti nel presente Statuto e nelle norme regolamentari, impronta l'azione complessiva dell'Ente ai principi di pubblicità, trasparenza e legalità, al fine di assicurare il buon andamento e l'imparzialità. Nell'adozione degli atti fondamentali privilegia il metodo e gli strumenti della programmazione. Gli atti fondamentali devono contenere l'individuazione degli obiettivi e delle finalità da raggiungere e la destinazione delle risorse e dei strumenti necessari.

ARTICOLO 19
Funzionamento del Consiglio Comunale

1. Il Consiglio Comunale approva, a maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati al Comune, il Regolamento del proprio funzionamento.

ARTICOLO 20
Scioglimento del Consiglio Comunale

1. Il Consiglio Comune può essere sciolto per dimissioni, impedimento permanente, rimozione, decadenza, decesso del Sindaco e negli altri casi previsti dalla legge.

ARTICOLO 21
Giunta Comunale

1. La Giunta Comune è l'organo di governo del Comune. Collabora con il Sindaco nell'amministrazione del Comune ed opera attraverso deliberazioni collegiali.

2. Impronta la propria attività ai principi della collegialità, trasparenza ed efficienza.

3. Adotta tutti gli atti idonei al raggiungimento degli obiettivi e delle finalità dell'Ente nel quadro degli indirizzi generali ed in attuazione degli atti fondamentali approvati dal Consiglio Comunale.

ARTICOLO 22

Composizione della Giunta

1. La Giunta Comunale è composta dal Sindaco, che la presiede, e da n. 3 Assessori.

2. N. 1 Assessore può essere nominato anche al di fuori dei componenti il Consiglio tra i cittadini in possesso dei requisiti di compatibilità ed eleggibilità alla carica di Consigliere Comunale. L'Assessore non Consigliere partecipa ai lavori del Consiglio con facoltà di presentare proposte ed emendamenti nelle materie di propria competenza, senza diritto di voto.

ARTICOLO 23
Nomina della Giunta

1. Il Sindaco nomina i componenti della Giunta, tra cui un Vice-Sindaco, favorendo la presenza di ambo i sessi e ne dà comunicazione al Consiglio nella prima seduta successiva alle elezioni.

2. Il Vice-Sindaco è l'Assessore che riceve dal Sindaco delega generale per l'esercizio di tutte le sue funzioni in caso di assenza o impedimento. In caso di assenza del Vice-Sindaco, spetta all'Assessore anziano surrogare il Sindaco nelle funzioni di Ufficiale di Governo e di capo dell'Amministrazione.

3. E' Assessore anziano, ad ogni fine di legge e di Statuto, l'assessore che, nell'elenco comunicato al Consiglio Comunale, segue il Vice-Sindaco. In caso di assenza dell'Assessore anziano, per la surroga di quest'ultimo, si segue l'ordine determinato nel citato elenco.

4. Non possono far parte della Giunta il coniuge, gli ascendenti, discendenti, parenti ed affini fino al terzo grado del Sindaco. Gli stessi non possono essere nominati rappresentanti del Comune.

5. Gli Assessori competenti in materia urbanistica, edilizia e LL.PP., devono astenersi dall'esercizio di attività professionali in materia di edilizia privata e pubblica sul territorio comunale.

ARTICOLO 24
Cessazione dalla carica di Assessore

1. Le dimissioni dalla carica di Assessore sono indirizzate al Sindaco, devono essere assunte immediatamente al protocollo dell'Ente e diventano efficaci e irrevocabili una volta adottata dal Sindaco la relativa sostituzione.

2. Il Sindaco può revocare uno o più Assessori.

3. Alla sostituzione degli Assessori decaduti, dimissionari, revocati o cessati d'ufficio per altra causa, provvede il Sindaco il quale ne dà comunicazione al Consiglio nella prima seduta utile.

ARTICOLO 25
Convocazione e funzionamento della Giunta

1. La Giunta Comunale si riunisce con le formalità che essa stessa stabilisce.

2. La Giunta è convocata dal Sindaco che la presiede e al quale spetta la determinazione dell'ordine del giorno. In caso di assenza del Sindaco, tali competenze sono esercitate dal Vice-Sindaco e in caso di assenza anche di quest'ultimo dall'Assessore anziano.

3. Le sedute della Giunta non sono pubbliche.

4. La Giunta Comunale può, comunque, ammettere alle proprie sedute persone non appartenenti al collegio.

5. Le sedute della Giunta Comunale sono valide con la presenza della maggioranza dei componenti.

6. Alle seduta della Giunta partecipa il Segretario Comunale con il compito di rendere pareri tecnico-giuridici sui quesiti posti dalla Giunta e di stendere il processo verbale delle deliberazioni assunte nella seduta.

7. Le votazioni delle proposte sono sempre palesi.

8. Le deliberazioni sono valide se ottengono il voto favorevole della maggioranza dei votanti. In caso di parità, la proposta s'intende né respinta né approvata e non potrà essere ridiscussa nella medesima seduta.

9. Il Sindaco e gli Assessori devono astenersi dal prendere parte alle deliberazioni nei casi di incompatibilità con l'oggetto in trattazione previsti dalla legge, con obbligo di allontanarsi dalla sala della seduta. Tale disposizione si applica anche al Segretario Comunale che viene sostituito nelle funzioni di verbalizzante dall'Assessore scelto dal Presidente.

10. ll processo verbale della seduta è sottoscritto da coloro che hanno svolto la funzione di Presidente e di Segretario.

ARTICOLO 26

Durata in carica della Giunta

1. La Giunta Comunale rimane in carico fino alla elezione del nuovo Consiglio e del nuovo Sindaco.

ARTICOLO 27
Il Sindaco

1. Il Sindaco è l'organo responsabile dell'amministrazione del Comune.

2. Il Sindaco è organo dello Stato preposto all'esercizio di funzioni di interesse statale.

ARTICOLO 28
Deleghe del Sindaco agli Assessori

1. Il Sindaco può conferire specifiche deleghe agli Assessori nelle materie che la legge e lo Statuto riservano alla sua competenza. Agli Assessori può essere altresì delegata la firma di atti, specificatamente indicati nell'atto di delega, anche per categorie.

2. Le deleghe sono conferite per settori organici di materia.

3. Le deleghe sono comunicate al Consiglio Comunale nella seduta successiva alla data del loro conferimento.

4. Il Sindaco può sospendere l'adozione di atti specifici delegati a singoli Assessori, assumendoli direttamente.

ARTICOLO 29
Attribuzioni del Sindaco

1. Il Sindaco quale Ufficiale di Governo:

Sovrintende ai servizi di competenza statale;
Adotta con atto motivato provvedimenti contingibili e urgenti in materia di sanità ed igiene, edilizia e polizia locale al fine di eliminare gravi pericoli per l'incolumità di cittadini;
Ogni altro atto previsto dalla legge.

2. Il Sindaco quale organo dell'Amministrazione:

Ha la rappresentanza generale dell'Ente e può stare in giudizio nei procedimenti giurisdizionali, ordinari e amministrativi, come attore e convenuto, con l'autorizzazione della Giunta;
Nell'ambito degli indirizzi generali dell'azione politico-amministrativa approvati dal Consiglio Comunale, promuove e coordina l'attività degli Assessori e vigila, avvalendosi della loro collaborazione, sulla attuazione delle deliberazioni assunte dal Consiglio e dalla Giunta;
Promuove iniziative per assicurare che gli uffici e i servizi svolgano la propria attività secondo gli obiettivi indicati dal Consiglio Comunale e in coerenza con gli indirizzi attuativi espressi dalla Giunta;
Impartisce direttive al Segretario Comunale perché adotti le misure organizzative idonee a dare attuazione agli indirizzi deliberati dal Consiglio e dalla Giunta;
Esprime pareri a Enti ed organi esterni al Comune che la legge non attribuisce alle competenze del Consiglio Comunale e che non siano di competenza del Segretario Comunale o dei responsabili dei servizi;
Promuove e assume iniziative per concludere accordi di programma con tutti i soggetti pubblici previsti dalla legge;
Conclude accordi con i soggetti interessati al fine di determinare il contenuto discrezionale del provvedimento finale;
Nomina i responsabili degli uffici e dei servizi, attribuisce e definisce gli incarichi di collaborazione esterna;
Adotta ordinanze ordinarie;
Rilascia le autorizzazioni e le concessioni edilizie;
Emette i provvedimenti in materia di occupazioni temporanee ed espropri;
Adotta tutti gli atti che la legge assegna alla sua competenza e ogni altro provvedimento non collegiale che la legge e lo Statuto non abbiano attribuito alla competenza del Segretario Comunale o dei responsabili di servizio.
 

ARTICOLO 30
Mozione di sfiducia

1. Il Sindaco e la Giunta Comunale cessano dalla carica in caso di approvazione, da parte del Consiglio Comunale, di una mozione di sfiducia con le modalità previste dalla legge.

2. La mozione è depositata presso la segreteria che provvede alla notifica al Sindaco, agli Assessori e ai Capi-Gruppo consiliari entro le 24 ore successive.

3. Nell'ordine del giorno contenente la mozione di sfiducia non possono essere inseriti altri oggetti.

ARTICOLO 31
Dimissioni del Sindaco

1. Le dimissioni del Sindaco possono essere comunicate verbalmente al Consiglio Comunale o essere presentate per iscritto. In questo ultimo caso la data delle stesse, ad ogni effetto di legge, è quella dell'acquisizione del relativo atto al protocollo del Comune.

ARTICOLO 32
Cessazione dalla carica del Sindaco

1. La cessazione del Sindaco per dimissioni, impedimento permanente, rimozione, decadenza, sospensione o decesso, comporta la decadenza della Giunta Comunale e lo scioglimento del Consiglio Comunale che rimangono in carica fino alle nuove elezioni.

Titolo III°

ORGANI BUROCRATICI ED UFFICI
 

ARTICOLO 33
Il Segretario Comunale

1. Il Comune ha un Segretario Comunale titolare, il cui "status" giuridico ed economico viene disciplinato dalle legge e dal contratto collettivo di comparto.

2. Il Segretario Comunale dipende funzionalmente dal Sindaco.

3. La nomina, la conferma e la revoca del Segretario Comunale sono disciplinate dalla legge.

4. Al Segretario comunale sono attribuite le seguenti funzioni:

Svolge compiti di collaborazione e funzione di assistenza giuridico - amministrativa nei confronti degli organi dell'Ente, in ordine alla conformità dell'azione amministrativa alle leggi, allo statuto ed ai regolamenti;
Sovrintende allo svolgimento delle funzioni dei responsabili dei servizi e ne coordina l'attività;
Partecipa, con funzioni consuntive, referenti e di assistenza alle riunioni di Consiglio e della Giunta, curandone la verbalizzazione;
Può rogare tutti i contratti nei quali l'Ente è parte e autenticare scritture private ed atti unilaterali nell'interesse dell'Ente;
Esercita ogni altra funzione attribuita dallo Statuto o dai Regolamenti o conferitagli dal Sindaco.

5. Il Sindaco può conferire al Segretario Comunale le funzioni di direttore generale, ai sensi di quanto previsto dall'art.51 bis della Legge n.142/90 come integrato con Legge n.127/97, fissando il relativo compenso nel provvedimento di conferimento dell'incarico.

ARTICOLO 34
Dotazione organica e organizzazione degli Uffici e dei Servizi

1. Il Comune nel rispetto dei principi fissati dalla legge n.142/90, provvede alla determinazione della propria dotazione organica, nonché all'organizzazione e gestione del personale nell'ambito della propria autonomia normativa e organizzativa, con i soli limiti derivanti dalle proprie capacità di bilancio e dalle esigenze di esercizio delle funzioni, dei servizi e dei compiti attribuiti.

2. Spetta alla Giunta comunale, a mezzo apposito regolamento da adottare nel rispetto dei criteri generali stabiliti dal Consiglio, disciplinare l'ordinamento degli uffici e dei servizi regolando i rapporti tra le diverse figure professionali, le modalità di conferimento degli incarichi, l'attribuzione di responsabilità e competenze, nonché definire la dotazione organica e i procedimenti per l'accesso all'impiego presso il Comune.

3. Per conseguire i fini della efficienza e dell'efficacia amministrativa, l'ordinamento degli uffici e dei servizi dovrà essere informato ai seguenti principi:

- Organizzazione del lavoro per progetti obiettivi e programmi;
- Individuazione di responsabilità collegata all'ambito di autonomia decisionale dei soggetti;
- Superamento della separazione rigida delle competenze nella divisione del lavoro e massima flessibilità delle strutture e del personale e della massima collaborazione fra gli uffici.
 
ARTICOLO 35
Responsabili degli uffici

1. Viene definito responsabile dell'ufficio il dipendente, nominato dal Sindaco, che sia a capo di un'unità operativa autonoma, sia essa semplice che complessa.

2. Ai responsabili dei servizi spetta la gestione finanziaria, tecnica e amministrativa, compresa l'adozione di tutti gli atti che impegnano l'Amministrazione verso l'esterno, mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane, strumentali e di controllo.

ARTICOLO 36

Collaborazione esterna

1. Il Sindaco, per particolari esigenze, può procedere alla nomina di personale esterno per collaborazioni ad alto contenuto di professionalità su obiettivi determinati e con convenzioni a termine.

2. La convenzione per il conferimento degli incarichi di collaborazione a soggetti estranei all'Amministrazione deve stabilirne:

- La durata, che comunque non potrà essere superiore alla durata del programma amministrativo;
- I criteri per la determinazione del relativo trattamento economico;
- La natura privatistica del rapporto;
- La possibilità di interruzione anticipata della collaborazione quando per comprovati motivi, questa non possa garantire il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Titolo IV°

SERVIZI

ARTICOLO 37
Servizi pubblici

1. Il Comune, nell'ambito delle sue competenze, gestisce servizi pubblici.

2. Il Comune realizza le proprie finalità e gestisce i propri servizi pubblici adottando il metodo e gli strumenti della programmazione e della valutazione economica e gestionale.

ARTICOLO 38
Forme di gestione dei servizi pubblici

1. L'attività diretta a conseguire, nell'interesse della comunità, obiettivi e scopi di rilevanza sociale, promozione dello sviluppo economico-civile, compresa la produzione dei beni, viene svolta attraverso servizi pubblici che possono essere istituiti e gestiti anche con diritto di privativa del Comune, ai sensi di legge.

2. La scelta della forma di gestione per ciascun servizio deve essere effettuata previa valutazione comparativa tra le diverse forme di gestione previste dalla legge e dal presente Statuto.

3. Per i servizi da gestire in forma imprenditoriale la comparazione deve avvenire tra affidamento in concessione, costituzione di consorzio o società a capitale pubblico locale.

4. Per gli altri servizi la comparazione avverrà tra la gestione in economia, l'affidamento in appalto o in concessione, nonché tra la forma singola o quella associata mediante convenzione, unione di Comuni, ovvero consorzio.

5. Nell'organizzazione dei servizi devono essere, comunque, assicurate idonee forme di informazione, partecipazione e tutela degli utenti.

ARTICOLO 39
Gestione in economia

1. L'organizzazione e l'esercizio di servizi in economia sono di norma, disciplinati da appositi regolamenti.
 
ARTICOLO 40
Gestione associata dei servizi e delle funzioni

1. Il Comune sviluppa rapporti con gli altri Comuni, la Provincia, la Comunità Montana e gli altri Enti presenti sul territorio, per promuovere e ricercare le forme associative più appropriate tra quelle previste dalla legge, in relazione alle attività, ai servizi, alle funzioni da svolgere e agli obiettivi da raggiungere.

Titolo V°

ORDINAMENTO FINANZIARIO
 
ARTICOLO 41
Finanza e contabilità
 
1. L'ordinamento della Finanza del Comune è riservata alle Leggi.

2. Il Comune è titolare di potestà impositiva in materia di imposte, tasse e tariffe.

3. Il Comune ha un proprio demanio e patrimonio. I relativi beni sono registrati in appositi inventari.

4. Il Comune ha un proprio Regolamento di Contabilità per la disciplina della materia non soggetta a riserva di legge.

ARTICOLO 42
Programmazione finanziaria

1. Nell'ambito dei principi del nuovo ordinamento finanziario e contabili fissati dalle leggi dello stato ai sensi dell'art.59 comma 5 della Legge n.142/90, il Comune individua quale strumento essenziale, ai fini dell'esercizio delle proprie funzioni, la programmazione pluriennale, fondata sulla certezza delle risorse finanziarie proprie e trasferite.

2. L'esercizio della potestà impositiva autonoma, nell'ambito della legislazione tributaria vigente, concorre alla definizione di risorse certe per l'azione amministrativa comunale.

ARTICOLO 43
Bilancio

1. La gestione finanziaria del Comune si svolge in base al bilancio annuale di previsione redatto in termini di competenza, deliberato dal Consiglio Comunale, entro i termini stabiliti dalla legge, osservando i principi dell'universalità, unità, annualità, veridicità, pubblicità, integrità, pareggio economico finanziario.

ARTICOLO 44

Rendiconto

1. I fatti gestionali sono rilevati mediante contabilità finanziaria ed economica e dimostrati nel rendiconto, comprendente il conto del bilancio, il conto economico e il conto del patrimonio.

ARTICOLO 45
Controllo di gestione

1. Il controllo di gestione è volto a garantire la realizzazione degli obiettivi programmati, la corretta ed economica gestione delle risorse, il buon andamento, l'imparzialità e la trasparenza dell'amministrazione.

2. Il controllo di gestione deve permettere di accertare periodicamente:

a) la congruità di risultati conseguiti rispetto a quelli attesi;

b) gli scostamenti dai risultati attesi, individuandone le cause e le eventuali responsabilità, nonché gli eventuali interventi correttivi da porre in atto;

c) le risorse impiegate e gli interventi effettuati.

ARTICOLO 46
Funzioni del revisore del conto

1. Il revisore del conto esercita le funzioni ad esso demandate dalla legge, dallo statuto, dal regolamento, in autonomia e con la diligenza di mandatario.

2. Il revisore, in sede di esame del conto consuntivo, redige la relazione di accompagnamento.

3. Il revisore del conto collabora con gli uffici ai fini del controllo di gestione.

ARTICOLO 47
Poteri e indennità del revisore del conto

1. Il revisore del conto può presentare al Consiglio Comunale e alla Giunta Comunale relazioni sull'attività svolta, nonché rilievi e proposte che lo stesso ritenga utili a conseguire una migliore efficienza, produttività ed economicità della gestione.

2. Il revisore ha diritto di accesso agli atti e ai documenti del Comune e di presenziare alla seduta del Consiglio Comunale e della Giunta Comunale nella quale vengono esaminati i principali documenti contabili del Comune, rendendo i pareri di competenza.

3. Al revisore del conto spetta una indennità nella misura prevista dalle disposizioni vigenti. Il compenso viene stabilito con la stessa delibera di nomina.

ARTICOLO 48

Tesoreria

1. Il Comune ha un servizio di tesoreria che comprende il complesso delle operazioni legate alla gestione finanziaria del Comune e finalizzata alla riscossione delle entrate al pagamento delle spese, alla custodia di titoli e valori nonché agli adempimenti connessi previsti dalla legge, stabiliti dal regolamento comunale o da norme pattizie.

ARTICOLO 49

Attività contrattuali

1. Il Comune, per il perseguimento dei suoi fini istituzionali, provvede mediante contratti agli appalti di lavori, forniture di beni e servizi, alle vendite, agli acquisti a titolo oneroso, alla permute e alle locazioni.

2. L'attività negoziale del Comune è disciplinata da appositi regolamenti.

Titolo VI°

ISTITUTI DI PARTECIPAZIONE
 
Referendum
 
ARTICOLO 50
Titolarità e ambito di esercizio

1. L'indizione di referendum, su materie nelle quali il Consiglio Comunale ha competenza deliberativa esclusiva e riguardante gli interessi dell'intero Comune, può essere richiesta da:
2/3 dei Consiglieri, con esclusione del Sindaco;
20% degli elettori iscritti nelle liste della popolazione residente al 31 dicembre dell'anno precedente la richiesta.

2. I quesiti referendari debbono soddisfare i principi della chiarezza, semplicità, omogeneità ed univocità. In ogni caso i quesiti debbono riguardare materie di competenza consiliare con esclusione di:
Bilanci e tariffe;
Attività amministrative di mera esecuzione di norme statali e regionali;
Interventi tendenti a limitare i diritti fondamentali dei cittadini sanciti dalla Costituzione;
Oggetti già sottoposti a referendum se non sia trascorso almeno 1 anno dall'ultima consultazione referendaria.

3. Le consultazioni referendarie non possono aver luogo in coincidenza con operazioni elettorali provinciali e comunali.

ARTICOLO 51
Regolamento per il referendum

1. il regolamento disciplina le modalità per la raccolta delle firme, l'ammissibilità dei quesiti, i tempi e le modalità di svolgimento delle operazioni di voto, le forme per la validità delle consultazioni e gli effetti delle consultazioni.

Titolo VII°

RAPPORTI CON LA COMUNITA’ LOCALE

ARTICOLO 52
Partecipazioni

1. Il Comune garantisce e promuove la partecipazione dei cittadini all'attività dell'ente, al fine di assicurare il buon andamento, l'imparzialità e la trasparenza.

2. Agli stessi fini, il Comune privilegia le libere associazioni e le organizzazioni di volontariato.

ARTICOLO 53
Consultazioni

1. Il Comune, nel procedimento relativo all'adozione di atti che interessano specifiche categorie di cittadini, può procedere alle consultazioni degli interessati direttamente mediante questionari, sondaggi e indagini conoscitive della Giunta Comunale, o indirettamente interpellando i rappresentanti di tali categorie o ricorrendo al altre forme.

2. Il comma 1) non si applica ai procedimenti tributari e a procedimenti per i quali la legge o lo statuto prevedono apposite forme di consultazione.

ARTICOLO 54
Rapporti fra Comune e associazioni

1. Il Comune assicura il sostegno con appositi interventi e contributi e disciplina l'accesso alle strutture di sua proprietà alle Associazioni e alle organizzazioni nei diversi campi, nei limiti e con le modalità stabilite dai regolamenti.

2. Il Comune può stipulare con associazioni, organizzazioni di volontariato, convenzioni per una migliore e coordinata gestione dei servizi erogati.

ARTICOLO 55
Ammissione di istanze - petizioni - proposte

1. Le istanze, le proposte e le petizioni dei cittadini singoli o associati, dirette a promuovere interventi per la tutela di interessi collettivi, sono trasmesse dal Sindaco all'organo competente per materia al loro esame.

2. Il Sindaco e la Giunta Comunale rispondono alle istanze, alle petizioni e alle proposte di propria competenza entro 30 giorni dalla loro presentazione.

3. Il Consiglio Comunale esamina le istanze, le petizioni e le proposte di propria competenza non oltre il termine di 90 giorni.

ARTICOLO 56
Accesso agli atti amministrativi

1. L'attività amministrativa del Comune è ispirata al principio dell'imparzialità e della trasparenza.

2. L'informazione sugli atti del Comune è assicurata a tutti, nei limiti stabiliti dalla legge e con le modalità previste dal Regolamento.

3. Con apposita normativa viene regolamentato il diritto di accesso agli atti amministrativi.

ARTICOLO 57

Procedimento

1. Il regolamento determina, per ciascun tipo di procedimento:

- il termine entro il quale esso deve concludersi;
- i criteri per l'individuazione del responsabile dell'istruttoria, del responsabile del procedimento e di ogni altro adempimento procedimentale, nonché dell'adozione del provvedimento finale;
- le forme di pubblicità del procedimento;
- i criteri, le forme e i tempi relativi alla comunicazioni ai soggetti interessati previste dalla legge;
- le modalità d'intervento nel procedimento di soggetti interessati;
- i termini per l'acquisizione di pareri previsti dai regolamenti comunali.

ARTICOLO 58
Azioni popolari

1. Ciascun elettore può far valere in giudizio le azioni e i ricorsi che spettano al Comune.

Titolo VIII°

NORME TRANSITORIE E FINALI
 
ARTICOLO 59
Entrata in vigore dello Statuto

1. Il presente Statuto, dopo il controllo di legittimità da parte del competente organo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione ed è affisso all'Albo Pretorio Comunale per trenta giorni consecutivi.

2. Il presente Statuto entra in vigore il trentesimo giorno successivo alla sua affissione all'Albo Pretorio Comunale.

3. Il Segretario Comunale appone in calce all'originale dello Statuto la certificazione della data di entrata in vigore e dell'avvenuta esecuzione delle forme di pubblicità di cui al primo comma.

4. Il Sindaco invia lo Statuto, con le certificazioni di cui al precedente comma, al Ministero dell'interno per essere inserito nella raccolta ufficiale degli statuti.

 ARTICOLO 60

La modifica dello Statuto

1. Le proposte di modifica al presente Statuto devono essere deliberate con le modalità prescritte dall'articolo 4 comma 3 della legge n.142/90.

2. Le proposte di modifica che siano state respinte dal Consiglio Comunale non possono essere riproposte se non dopo che siano trascorsi almeno sei mesi dalla votazione, salvo che non siano prescritte da disposizioni normative cogenti.

3. La deliberazione di abrogazione integrale del presente Statuto può essere assunta solo contestualmente all'adozione del testo del nuovo Statuto; l'abrogazione ha effetto dal giorno dell'entrata in vigore del nuovo Statuto secondo le forme dell'articolo 59.